Il riscatto della zanzara

Qui potete scaricare il pdf del mio raccontino classificatosi tra i primi 10 del concorso “130 righe” de Il Resto del Carlino

Il riscatto della zanzara_racconto di Coralba Capuani

 

 

 

Annunci

Centotrenta semi

seme

Sei morto invano

Volevi seminare odio

E hai creato amore.

Amore verso questi nostri fratelli sfortunati

Uccisi in nome di un Dio che si vergogna di voi.

Non sapevate che un fucile non può uccidere il pensiero

Perché esso è un seme che si sparge ovunque

E non può essere fermato.

Attecchisce e mette radici profonde

E anche quando è ucciso torna sempre a rinascere altrove.

Invece l’odio secca tutto ciò che incontra.

Secca e appassisce l’uomo che lo cova dentro

E tutto ciò che gli sta attorno.

Volevate seminare odio

Non sapevate che l’odio non si spande

Secca e muore.

Invece l’amore

Il pensiero

La solidarietà

La compassione

Vanno liberi

a cercare un animo in cui attecchire e mettere radici.

Centotrenta semi sono stati colpiti

Ma altrettanti ne nasceranno ancora.

E ancora

Di più

E più ancora

Finché l’odio non ucciderà colui che lo tiene dentro di sé

Perché non sa che l’odio non dà frutti

Ma secca e muore.

Curiosità, ricette e tradizioni popolari abruzzesi

Le ricette teramane nei miei romanzi: li cagginitte.

Cagginitte

Ecco quello che è rimasto di un vassoio di cagginitte appena aperto aspettando il caffè. 🙂

Se non siete di Teramo e zone limitrofe sicuramente non saprete di cosa sto parlando, ma si tratta di un dolce tipico delle nostre zone che si fa soprattutto durante il periodo natalizio.

Forse vi starete chiedendo cosa abbia a che fare l’opera di una scrittrice con le ricette di cucina, anche se i miei lettori – seppur sparuti –   l’avranno già intuito. Amo la mia terra spigolosa e sincera, come amo ambientarci i miei romanzi che sono pieni dei profumi, degli umori e dei colori della mia regione. Per questo spesso il lettore si imbatterà in piatti impronunciabili ma deliziosissimi. E li cagginitte, o calcionetti, sono proprio uno dei piatti che i miei personaggi portano in tavola più spesso.

Proprio per condividere con voi lettori il sapore dei nostri piatti tipici vi lascio la ricetta: buon appetito! 🙂

Ingredienti
(Le dosi indicate si riferiscono a 4 persone)

Per la pasta

  • circa 1 kg. di farina
  • un bicchiere d’acqua
  • un bicchiere di olio extravergine di oliva
  • un bicchiere di vino bianco secco

Per il ripieno

  • 1/2 litro di mosto cotto
  • 100 gr. di mandorle tritate
  • 50 gr. di noci tritate
  • 300 gr. di castagne essiccate
  • 50 gr. di zucchero
  • 30 gr. di cedro candito
  • mezzo bicchiere di rhum
  • olio da frittura
  • zucchero a velo
  • cannella

Preparazione

Tenete conto che l’impasto va preparato il giorno prima. Procedete in questo modo: Bollite le castagne e passatele per ottenere una morbida crema. Nel frattempo, mettete a riscaldare il mosto in un tegame, tenendo la fiamma molto bassa. Unite alle castagne la frutta secca e un po’ di cannella. Nel tegame con il mosto, aggiungete il rhum, i canditi e lo zucchero. Lasciate riposare in un luogo fresco per tutta la notte. Impastate la farina con l’olio, il vino e un po’ d’acqua, fino ad ottenere un impasto senza grumi. A questo punto stendete con il matterello una sfoglia molto sottile, da cui ricaverete dei cerchi con un bicchiere rovesciato. In ogni cerchietto posizionate un cucchiaino o due di impasto, piegate il cerchio per ottenere una mezzaluna e chiudete bene con le punte di una forchetta. Ora i caggionetti sono pronti per essere fritti. Prima di servire, spolverateli con zucchero a velo e cannella.

Varianti

Come ogni dolce tradizionale, anche i caggionetti possono essere preparati in diversi modi. Si può per esempio sostituire l’impasto con della morbida marmellata d’uva al posto del mosto.